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Ancona - Cinque province uniche e singolari, che differenziano il territorio marcandone le
identità. Mare e montagna, fiumi e valli che da nord a sud si moltiplicano con equilibrio
chiudendo in ogni confine il senso di un viaggio. Cinque viaggi originali e paralleli che vi
porteranno a scoprire le Marche… in Bici, il circuito di Gran Fondo che si tiene sotto l’egida
della Federciclismo. Cinque viaggi che vedranno l’appassionato ciclista solcare le dolci colline
marchigiane sulle cui sommità sono posizionati gli antichi borghi, spesso trascurati dal turista
attratto dalle località che sorgono sulla costa adriatica o sulla dorsale appenninica, ma che
rappresentano il cuore di questa regione e catalizzano l’interesse degli cicloturisti sempre alla
ricerca di luoghi da scoprire in sella alla loro compagna di tante avventure: la bicicletta.
Il primo “viaggio”, la Gran Fondo Conero Cinelli, in programma l’11 Marzo ad Ancona, vedrà i
ciclisti solcare il comprensorio del capoluogo di regione, con il litorale che da Ancona arriva alla
foce del fiume Musone che costituisce il più significativo complesso paesaggistico e ambientale,
nonché il più caratteristico riferimento del turismo balneare della regione. Con il massiccio
miocenico del Monte Conero, appendice isolata dell’Appennino, che interrompe
prepotentemente il lineare fluire della costa e dei fiumi che volgono al mare. Il 22 Aprile,
pur rimanendo nella provincia di Ancona, ci si sposta verso nell’entroterra per raggiungere il
caratteristico centro di Serra dé Conti, il cui toponimo suggerisce l’origine medievale del paese.
Come la denominazione della manifestazione che vi si svolge, Gran Fondo Colline del Verdicchio
si lega indissolubilmente al Verdicchio, il prelibato vino che si ottiene dal vitigno a bacca bianca
coltivato quasi esclusivamente nelle Marche, il cui nome deriva dal colore dell’acino che
mantiene evidenti sfumature di verde anche a piena maturazione. Gli organizzatori della
manifestazione hanno disegnato tre percorsi (60 – 101 – 130 chilometri) che si snodano
nell’entroterra anconetano toccando centri come Ostra che dall’alto delle sue mura domina
la valle del Misa, il caratteristico centro di Serra San Quirico che assume le sembianze di una
nave con la prua sulla Valle dell’Esino, la medievale Arcevia e la sua collegiata di San Medardo
che conserva le due opere di Luca Signorelli, Corinaldo le cui storiche mura, oltre 912 metri
pausati da torri e accessi, segnano la storia di questo centro ricco di luoghi di culto. Uno
sguardo al castello di Barbara prima di far ritorno a Serra dé Conti per l’epilogo della fatica.
Tre giorni più tardi, il 25 Aprile, San Benedetto del Tronto ospiterà la terza tappa della
kermesse, due prove in soli tre giorni che offrono ai ciclisti l’opportunità di vivere uno week
end ciclistico indimenticabile pedalando sulle colline del Verdicchio e trasferirsi poi lungo l’ampia
spiaggia sabbiosa di San Benedetto del Tronto per partecipare alla Gran Fondo Maremonti.
I dirigenti del Pedale RossoBlu Picenum hanno tracciato un percorso che, fedele alla
denominazione della manifestazione, vedrà i ciclisti prendere il via dal mare di San Benedetto
per superare i piccoli insediamenti industriali della valle del Tronto e salire sui panoramici colli
coltivati a vigneto per la produzione di rinomati vini per dirigersi verso l’entroterra ascolano ove
è fiorente l’attività ciclistica amatoriale come Rotella, Carassai, Ripatransone per poi tornare a
solcare il lungomare protetto da palme, oleandri e pini marittimi. Poco più di un mese di attesa
e domenica 10 Giugno a Senigallia va in scena la 4° Gran Fondo dell’Adriatico. Una ghiotta
occasione per frequentare la “spiaggia di velluto” e immergersi nell’azzurro mare Adriatico,
costatando la vocazione turistica di questa cittadina che nel tempo ha sostituito i fasti
commerciali legati al porto canale. Un centro che lega la sua storia alla Rocca Roveresca,
Piazza del Duca ornata dall’omonima fontana detta anche delle Anatre, il Duomo che conserva
una Madonna col Bambino firmata da Ercole Ramazzani, Palazzo Mastai, la Pinacoteca Diocesana
e il Foro Annonario. Mancano ancora sette mesi alla data di svolgimento della manifestazione e
gli organizzatori hanno già predisposto tutti i dettagli organizzativi, anche se stanno valutando
alcune iniziative a sostegno dell’attività cicloturistica. Ben quattro i percorsi con una Randonèe
di 205 chilometri con dislivello totale di 1900 metri che porterà i partecipanti a raggiungere
l’umbra Scheggia prima di far ritorno a Senigallia attraversando il Parco Regionale della Gol
a Rossa e di Frassasi , la Cicloturistica Gourmet di 48 chilometri e le due prove regine di 151 e
101 chilometri. Da sottolineare il lingotto d’oro del valore di 1000 $ e la maglia di campione
dell’Adriatico che andranno al vincitore della Gran Fondo, oltre alla porchetta che sarà
assegnata alla società marchigiana che iscriverà il maggior numero di ciclisti nei tre percorsi.
La chiusura della kermesse si terrà il 9 settembre ad Acqualagna, Capitale del Tartufo, vista la
sua importanza riconosciuta durante tutto l’anno per i vari eventi dedicati e per la tradizione
plurisecolare di ricerca, produzione e commercializzazione del tubero più famoso di tutti i tempi.
La città si trova nei pressi della magnifica Gola del Furlo, nella confluenza del torrente Burano,
una terra circondata da natura incontaminata e da uno scenario incantevole per gli occhi del
visitatore che viene a scoprirla. La posizione di Acqualagna è strategica perchè offre ai suoi
ospiti la vicinanza ai monti più alti della zona: il Catria ed il Nerone. Un esordio ambizioso quello
degli organizzatori della Gran Fondo del Tartufo con in testa la Comunità Montana del Catria e
Nerone, attenta alle esigenze di quanti operano nel territorio e sempre vicina a quanti lavorano
per promuovere le peculiarità della terra del tartufo, che sarà inserita nel ricco calendario della
Settimana dello Sport in programma dal 7 al 16 settembre. Già presentati i due percorsi di gara
che prevedono la scalata del Monte Catria e le cime di Fonte Avellana, Acqua Partita e Rocca
Leonella. |